mercoledì 29 maggio 2013

"Che fare?" - problemi scottanti del nostro movimento




Le elezioni comunali di Ponte di Legno 2013 sono terminate. Solo il 40% degli elettori ha appoggiato il nostro progetto di cambiamento (vedi qui) e ora iniziano altri 5 anni di lavoro dell'opposizione.
Personalmente, con 69 preferenze, sono il 2° dei candidati della mia lista (a pari merito con Luisa dall'Oglio), ma, con l'ultima legge sulla composizione dei consigli comunali, la minoranza sarà composta solo da due membri, ovvero il nostro capolista, Diego Cenini, ed il primo dei candidati a consigliere, Mario Rizzi, che con i suoi 94 voti raccoglie i frutti di cinque anni di duro lavoro.

Sono dunque escluso dal consiglio: dunque "che fare?" Cosa ne sarà del mio impegno politico?
Sono combattuto tra due posizioni.

In questi cinque anni ha rappresentato una parte intensa ed importante della mia vita. Mi ha permesso di costruire relazioni personali di amicizia che spero dureranno anche nel futuro, ma soprattutto di conoscere la mia comunità da un punto di vista speciale e privilegiato.

Certo, essere esclusi dal consiglio significa essere tagliati fuori da una parte del processo politico. E' una condizione che deriva dal risultato elettorale. Volersi "impicciare" delle questioni del comune non significa sottovalutare la volontà degli elettori? Con che autorità?

C'è poi il "mandato" più importante, quello dei Terrazzani di Zoanno, che non solo mi hanno scelto come loro candidato, ma mi hanno anche votato alle elezioni. Il loro appoggio è stato concreto (29 voti nel seggio di Zoanno-Precasaglio, dove, per altro, la nostra lista ha ottenuto la maggioranza dei consensi): gettare la spugna non significa tradire l'impegno?

Alla fine, ho concluso questo: la ferita brucia, dovrò capire quale potrà essere il mio ruolo, ma non intendo starmene fuori. Penso, da alcuni anni a questa parte, che l'impegno  in politica sia un dovere per ogni cittadino. Ovviamente solo alcuni possono partecipare come rappresentanti negli organi comunali, ma tutti possiamo (e dovremmo) fare del nostro meglio per essere informati e consapevoli sulle scelte dell'amministrazione, ed utilizzare gli spazi che abbiamo a disposizione per far affermare le idee che giudichiamo migliori.

Ci sono alcune idee concrete che mi piacerebbe realizzare:

1) attivare un gruppo di cittadinanza attiva, cioè un gruppo di persone che si riunisce, discute di proposte per migliorare la vita pubblica, e si occupa di realizzarle, dialogando con i politici tout court. Una associazione senza partiti ovviamente, cui chiunque può partecipare.

2) entrare come cittadino (/i) nell'elaborazione del nuovo Statuto del Comune: venerdì alle ore 18.00 verrà portata in Consiglio comunale la proposta di modifica fatta dalla nuova maggioranza, ma credo che, se ci deve essere una modifica, sia necessario coinvolgere i cittadini, ascoltando le eventuali proposte che di sicuro arriveranno (anche su temi cari alla maggioranza, come quello dei "prosindaci").

3) attivare il Circolo dell'Alta Valle Camonica del mio partito (il PD): esiste, ma da quando io sono tesserato non è ancora stata fatta una riunione. Ho ricevuto in questi mesi alcune richieste di informazioni di persone che vorrebbero tesserarsi: un'occasione che non possiamo sprecare, vista la sfiducia che oggi si è riversata sui partiti politici.

Il viaggio continua... alla prossima ;)

martedì 21 maggio 2013

Peccato: un'occasione sprecata per fare chiarezza

Per ieri era convocato un consiglio comunale con oggetto "Relazione di fine mandato del sindaco Mario Bezzi."

E' un documento obbligatorio per legge con cui i cittadini vengono informati su

  1. eventuali rilevi della Corte dei conti, 
  2. il rispetto delle regole del bilancio comunale, 
  3. la situazione finanziaria e patrimoniale, anche delle società partecipate, 
  4. lo stato dell'indebitamento.

Venerdì il documento non era presente in Comune. E non ci è mai stato consegnato (nonostante esplicita richiesta).
E' evidente che la "relazione di fine mandato" è stata usata dal nostro sindaco come un megafono per farsi un po' di pubblicità. Dopotutto siamo sotto elezioni...

Pubblico qui il comunicato stampa che abbiamo diffuso ieri.


COMUNICATO STAMPA

Il gruppo di minoranza “Un ponte sul futuro” per la prima volta in 5 anni non presenzia al consiglio comunale.

Ponte di Legno – Mancano sei giorni alle elezioni ed il Sindaco Mario Bezzi (nonché candidato consigliere alle imminenti elezioni) convoca un consiglio comunale straordinario ad oggetto: Relazione di fine mandato del sindaco Mario Bezzi.

“Il sindaco in questa maniera sta trasformando il consiglio comunale in uno spot per la sua campagna elettorale” è la posizione del gruppo Un ponte sul futuro.
Ad oggi (20 maggio 2013), nonostante  gli accessi in Comune nei giorni di apertura degli uffici comunali preposti,  i consiglieri non hanno ancora potuto prendere visione della relazione di fine mandato, oggetto dell’adunanza definita “straordinaria”  nonostante lo Statuto del Comune preveda all’art. 9 –n.8  che “la documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali almeno DUE giorni prima della seduta, in caso di sessione straordinaria e almeno 12 ore prima nel caso di eccezionale urgenza”.
In secondo luogo in periodo di campagna elettorale, la convocazione del consiglio comunale può avvenire solo in merito ad atti urgenti ed improrogabili: questa relazione poteva essere discussa e votata settimane fa.
 “E’ la dimostrazione che non si tratta di adempire gli obblighi di legge, ma solamente di un tentativo di fare campagna elettorale. Non intendiamo prestarci a questa manipolazione”.


Marco Bulferetti, Tommaso Costa, Mario Rizzi, Ivan Faiferri

Ponte di Legno, lì 20 maggio 2013

sabato 27 aprile 2013

Inizia il nuovo viaggio


Ieri abbiamo presentato in comune le candidature per la nostra lista. Siamo in sette:

Diego Cenini, candidato sindaco, ingegnere di 33 anni
Luisa dall'Oglio, avvocato di 42 anni
Paolo del Bono, imprenditore di 36 anni
Ivan Faiferri, archivista di 30 anni
Giacomo Leoncelli, barista di 34 anni
Mario Rizzi, apicoltore di 63 anni
Monica Rossi, commerciante di 45 anni
E' una squadra giovane, una lista civica, persone pulite, ed abbiamo grande voglia di cambiamento. Pubblico qui sotto il programma amministrativo che abbiamo affisso all'albo pretorio: è solo un accenno alle nostre idee per la Ponte di Legno che verrà!

Ponte di Legno – Voltiamo pagina

Pro
gramma amministrativo

La lista Ponte di Legno – Voltiamo pagina
ha come suoi principali obiettivi di programma:
1)    tutelare i posti di lavoro locali attivando lavori di manutenzione del territorio e dei boschi (“filiera boschiva”), garantendo la priorità alle imprese ed artigiani locali nei bandi di appalto;
2)    pianificare le assunzioni a qualsiasi livello (operai, impiegati, posti di dirigenza) valutando il merito, i titoli, e la professionalità;
3)    rilanciare Ponte di Legno come marchio e destinazione turistici: promuovere la permanenza nel paese sfruttando il volano delle piste da sci (completando l’ascensore inclinato per il Tonale), realizzare un ente indipendente dalla politica che gestisca direttamente i soldi delle manifestazioni comunali, sviluppare il turismo estivo (mountain bike, downhill, nordic walking e mini golf) e quello itinerante;
4)    un programma di opere pubbliche sostenibili a livello sociale ed economico: il completamento dei cantieri esistenti (ex-scuole/asilo, collegamento con il Tonale) e del parcheggio di Piazzale Europa garantendo la sicurezza degli edifici circostanti, la creazione di un sistema di videosorveglianza agli accessi del paese per rendere concretamente più sicuro il comune, realizzare concretamente un centro benessere di livello di cui si parla da anni, trasformare la zona di Valsozzine in un bosco in paese e vetrina turistica;
5)    un Piano di Governo del Territorio che salvaguardi l’erosione del territorio e tuteli gli investimenti fatti negli ultimi dieci anni: non grandi lottizzazioni a poco prezzo ma alti valori al metro quadro per pochi edifici di qualità; politiche a favore della prima casa e delle strutture ricettive; incentivi per chi costruisce favorendo le realtà economiche locali; misure a tutela dell’ecosostenibilità attraverso sgravi su oneri e sull’IMU per fonti rinnovabili e risparmio energetico nelle prime case;
6)    la gestione del territorio, in particolare la pulizia dei boschi e dei fiumi, il mantenimento delle strade e dei terrazzamenti della campagna, migliorando l’aspetto generale del paese e sostenendo le attività economiche locali che operano nel campo agricolo, zootecnico e forestale;
7)    migliorare l’aspetto e il decoro del paese con una mappatura degli interventi da fare, la possibilità per i cittadini di segnalare le criticità, la creazione di un albo di qualità delle ditte fornitrici del Comune, interventi sulla rete di depurazione e sulle discariche di inerti;
8)    interventi a favore degli anziani (risanamento dei bilanci della Casa di riposo Carettoni con nuovi servizi nella struttura, creazione di più occasioni sociali), dei bambini (più aree gioco, rilancio dell’agonismo sportivo), dei giovani (possibilità di esperienze all’estero, bando  di aiuto alle famiglie per la connessione internet e hot spot gratuiti nel centro storico e nelle frazioni), per imprenditori, artigiani e commercianti;
9)    sostenere e valorizzare la cultura attraverso il sostengo alle associazioni tradizionali del paese e alle attività ed usanze tipiche, la realizzazione di eventi culturali di livello nazionale e una struttura unica all’interno dell’ex-asilo per conservare archivi storici del Comune e delle associazioni, la biblioteca, un museo per la montagna;
10) avvicinare i cittadini alla politica tramite un’amministrazione condivisa e trasparente: consultazioni pubbliche per le grandi opere, mailing list e notiziario comunale, orari di ricevimento fissi per sindaci (almeno 2 giorni alla settimana) e assessori.

Diego Cenini 
Luisa dall’Oglio
Paolo del Bono
Ivan Faiferri
Giacomo Leoncelli
Mario Rizzi
Monica Rossi

Ponte di Legno, lì 26 aprile 2013

sabato 20 aprile 2013

Un progetto costruito da molti vs. la solitudine al comando


Graffiti, il periodico dell'Associazione culturale Graffiti di Darfo Boario Terme, è uscito con il numero di aprile 2013. Contiene un mio articolo sulle elezioni a Ponte, che pubblico:

I. Mi è stato chiesto dalla redazione di Graffiti di stendere un resoconto sui preparativi per le elezioni comunali a Ponte di Legno (“chi si sta muovendo? quante liste? di che orientamento? quanti saranno i prossimi consiglieri?”).
Io li ho avvertiti: siedo tra i banchi della minoranza nell’attuale consiglio, e sto lavorando per la presentazione di una lista per le elezioni di maggio.
Posso darvi notizie certe per quanto concerne il gruppo di lavoro di cui faccio parte, e riportarvi le più attendibili per quanto riguarda il resto: insomma, “c’è una grande confusione sotto il cielo” (se la situazione sarà o meno ottima, lo vedremo).
Come al solito non vi prometto obiettività, ma mi limiterò ai fatti ed a qualche considerazione.
Per ora ci sono due gruppi al lavoro per le prossime elezioni: quello che fa riferimento all’attuale maggioranza e quello a cui sto partecipando io.

II. Partiamo dagli altri.
Negli ultimi dieci anni Ponte di Legno è stata guidata da una giunta espressione di una lista civica (da quella che era Rifondazione Comunista fino al Pdl) guidata da Mario Bezzi (Pd).
Arrivati a questo punto, Bezzi non si può ripresentare come sindaco, e per il gruppo è un grave problema: non sono stati in grado di rinnovarsi, facendo crescere attorno a loro persone che li potessero sostituire.
Per questo negli ultimi mesi hanno lanciato una frenetica caccia al sindaco: si è parlato di un costruttore locale, di una funzionaria delle poste, di un notaio della media Valle Camonica, ma senza raggiungere ancora una decisione.
Da un lato non è facile recuperare un ritardo pluriennale. Dall’altro, è una testimonianza dei problemi e delle questioni aperte che questa giunta lascia al paese.
Si ripresenteranno probabilmente alcuni della vecchia (ma non vecchissima) guardia. Lo stesso sindaco uscente ha dichiarato in pubblico in diverse occasioni di non volersi più candidare, ma “la coerenza è la virtù dei deboli”, come direbbe Oscar Wilde.

III. Veniamo adesso a noi.
A partire dall’anno scorso, io, Marco Bulferetti, Tommaso Costa e Mario Rizzi, attuale gruppo di minoranza, ci siamo messi in attività per radunare un gruppo di lavoro per le prossime elezioni. Il progetto era: avviare dei tavoli di lavoro sui principali ambiti dell’amministrazione comunale (gestione del territorio, turismo e attività produttive, politiche per i residenti…) in cui ciascuno dei partecipanti avrebbe messo le sue idee. Attraverso di essi costruire il programma, infine selezionare la lista.
Abbiamo scelto questa linea per favorire la cittadinanza attiva, convinti che
·         coinvolgere i cittadini sia l’unica strada per farli interessare alla politica;
·         per  la prossima amministrazione non saranno sufficienti i soli consiglieri comunali (tagliati a 6, di cui 4 al gruppo di maggioranza).
Anche noi ci siamo confrontati con la diffidenza nei confronti della politica. Molti Dalignesi si sentono ricattabili dall’attuale maggioranza (significativa l’affermazione di un privato cittadino che, durante il dibattito per la fusione con il Comune di Temù, invitava il sindaco a licenziare gli operai delle società controllate contrari al progetto!).
Siamo riusciti a radunare un gruppo ristretto di una quindicina di persone e stiamo procedendo alla scrittura del programma, a cui seguirà, nelle prossime settimane, la composizione della lista.
Non vi posso quindi fare un semplice elenco (la mia stessa presenza nella rosa dei nomi sarà confermata solo dalle primarie che si terranno nella mia frazione, Zoanno, tra pochi giorni), ma vi posso dire che
·         sarà una lista civica;
·         ci saranno dei posti riservati alle donne;
·         avremo parecchi nomi nuovi sullo scenario politico;
·         useremo il turismo come motore per avviare una nuova attenzione per il territorio e per dare occupazione qualificata ai residenti.
Io e i miei compagni di minoranza siamo “a disposizione” del progetto, ma non ci ricandideremo tutti. Tra i nostri ci sarà “un giovane ingegnere di simpatie leghiste” (!), come lo ha definito il Bresciaoggi e gli altri posti stanno venendo man mano riempiti (vi lascio un po’ di suspance): le regole interne del nostro gruppo (presto le pubblicheremo) prevedono che il sindaco venga espresso alla fine del percorso.
Non ve lo nascondo: anche per noi la ricerca non è facile, ma abbiamo una squadra forte e un programma costruito con l’apporto di molte voci dunque meno necessità dell’uomo-forte-al-comando.

IV. Un ultimo accenno alla proposta di “grande coalizione” fatta dal sindaco attuale: Mario Bezzi ha cercato di stringere un accordo con noi (attuale minoranza) per una giunta che durasse un anno e che avesse come suoi obiettivi:
·         la fusione con il Comune di Temù;
·         il completamento del piano di governo del territorio.
La proposta per noi è irricevibile.
La fusione è stata bocciata dai cittadini di Temù: è un argomento chiuso.
Il piano di governo del territorio poteva essere completato durante questo mandato, ma la giunta ha scelto di non portarlo avanti: ora il compito passa alla prossima amministrazione.
Dato che riteniamo che la politica, a Ponte di Legno, abbia bisogno di un cambio radicale, preferiamo lavorare a questo progetto piuttosto che ad un accordo per “tenere alte le braghe” ad una maggioranza con l’acqua alla gola.

     Ivan Faiferri



Ponte di Legno, 5 aprile 2013


sabato 13 aprile 2013

Costruire, abitare, pensare

Dopo un animato consiglio comunale (che ora viene trasmesso integralmente da Teleboario), ieri ho incontrato Mario Bezzi (il sindaco).
Abbiamo parlato anche di un articolo che ho appena scritto per Graffiti (aspetto che il giornale sia distribuito, prima di pubblicarlo come al solito anche qui) e mi sono reso conto che il mio sindaco mi attribuisce alcune posizioni che non sono assolutamente mie: che io sono uno che vuole in sostanza fermare il progresso, che mi opporrei strenuamente alla costruzione di nuove piste da sci, che sono contrario allo sci in notturna ed avrei posizioni ultra-ambientaliste.
Come se volessi ridurre Ponte di Legno ad "una terra di pastori" (come i Trenta Tiranni volevano fare ad  Atene).

Personalmente non sono molto "caldo" all'idea di fare nuove piste da sci, ma non le ritengo nemmeno un male di per sé.
Da qualche tempo sono arrivato a questa posizione: penso che il danno ambientale creato dall'abbattimento degli alberi della pista sia tutto sommato contenuto. Certo, il fatto di essere costretti a produrre neve artificiale costituisce uno spreco a livello di energia, ma non bloccheremo l'effetto serra smettendo di "sparare" neve a Ponte di Legno.
Penso che sia un prezzo accettabile da pagare se vogliamo che Ponte di Legno continui ad essere una stazione turistica.
Ed io *voglio* che Ponte di Legno continui ad esserlo, anzi, voglio che diventi (o meglio, che ritorni) ad essere un nome di riferimento per il turismo nelle Alpi.
Lo voglio in parte anche perché mi sento vicino a posizioni ambientaliste: ci sono due alternative al turismo.

Semplificando: la morte del paese o l'arrivo di una grande industria.

Gli uomini vivono dove riescono a sostentarsi, e senza attività economiche la montagna è destinata a spopolarsi: lo vediamo accadere.
Il primo obiettivo delle nostre comunità (e quindi dei politici) è fermare il calo demografico.
L'ho capito proprio in questi anni (ho parlato di questo alla Fiera della sostenibilità di Valsaviore la scorsa estate).
Per mantenere la popolazione gli strumenti sono cultura ed economia:


  1. economia perché senza trovare le risorse materiali per far vivere le persone qui, l'emigrazione continuerà a dissanguare i nostri paesi; attraverso soluzioni sostenibili, che recuperino un equilibrio tra popolazione umana e territorio, e che permettano alle risorse naturali e del paesaggio di conservarsi a disposizione anche per il futuro;
  2. cultura perché senza ragioni spirituali, non ha senso vivere in un luogo piuttosto che in un altro. E la nostra cultura è fatta dall'equilibrio uomo-territorio così come è stato pensato dai nostri antenati e così come lo stiamo pensando e ripensando noi moderni, è fatta della nostra storia, dei nostri modi di vivere e di produrre. La nostra cultura rappresenta in parte anche una risposta a come struttureremo la nostra economia.


E, della nostra cultura, mi interessa riprendere soprattutto:


  • la cura del territorio (basta leggersi lo statuto comunale del 1600 per vederlo!);
  • il rispetto per il lavoro;
  • la capacità di mantenersi aperti alle idee, alle influenze del resto del mondo.


Le piste, le centraline, e tutti gli altri modi di usare le risorse naturali non sono di per sé un male: perché l'uomo è un abitante di questa terra ed ha il diritto di abitarla (il che comporta anche usare l'acqua, tagliare gli alberi, coltivarla...).
Il problema è il come questi utilizzi incidono sul rapporto tra uomo e ambiente e se si conservi o meno l'equilibrio.
Per quanto mi riguarda, proporre soluzioni che favoriscano lo sviluppo nel rispetto del territorio deve essere il tema principale del dibattito politico che sta per accendersi.
(ehi, il 26-27 maggio si vota!)

mercoledì 31 ottobre 2012

"Indipendence day"

Dopo il referendum sulla fusione, che si è concluso con la sconfitta dei comitati promotori e la vittoria del NO a Temù, nuovo assalto di Corrado Tomasi su Teleboario (http://teleboario.it/tbNews.asp?idV=10058), che propone l'annessione di Villa Dalegno a Ponte di Legno sulla base dell'esito del referendum.

Ma il quesito non era:
"Volete che i Comuni di Ponte di Legno e di Temù siano unificati e il nuovo Comune chiamato Ponte di Legno?"

Mi sembra che da nessuna parte si parli di annesioni.

(Foto di F. Ponteri)

venerdì 26 ottobre 2012

Cosa fare quando nevica

La Regione Lombardia ha riaperto i termini per il riconoscimento degli Ecomusei: c'è tempo fino al 10 gennaio 2013.
Si tratta di mettere insieme un mucchio di carta, ma ne vale la pena.
L'Ecomuseo Alta via dell'Oglio, creato nel 2011, nel corso di quest'anno di attività si è prodigato. Basandosi solo sul lavoro di volontari, ha proposto una serie di attività culturali durante l'estate, ed ora ha presentato il calendario degli eventi per l'autunno 2012 - primavera 2013, dedicati soprattutto ai residenti.
L'eventuale riconoscimento "frutterebbe" all'Ecomuseo il pagamento del 50% delle spese da parte della Regione Lombardia: e per un ente che ha un bilancio di 3.000 € (garantiti dall'Unione dei Comuni dell'Alta Valle Camonica, altro motivo per sostenerla) si tratterebbe di una bella "boccata d'aria".
Vi allego qui sotto il calendario.
Il sito dell'ecomuseo Alta via dell'Oglio è www.ecomuseoaltaviaoglio.org.



martedì 23 ottobre 2012

Politica e sentimenti

Ad agosto il nostro capogruppo nel consiglio comunale, ha avuto un confronto con il Prefetto di Brescia, nella quale gli ha sottoposto il problema della compatibilità delle cariche per i nostri amministratori che sono anche membri dei CdA delle società partecipate dal Comune di Ponte di Legno (SIT, SOSVAV).
Pochi giorni fa, sulla base di quell'incontro, il Prefetto ha scritto al Sindaco, richiedendo un suo parere in merito alla compatibilità.
"Apriti cielo":
Ieri sera, al termine di un'assemblea (convocata dalla maggioranza comunale sulla fusione), il Sindaco ci ha accusato di agire con slealtà e con "malignità".
Non ho molto da dire sulla "slealtà": abbiamo detto fin dal primo anno del nostro mandato che noi consideriamo sbagliata (politicamente, molto più che giuridicamente) la commistione di ruoli.
Il mio sindaco non dev'essere anche il presidente dell'azienda che gestisce gli impianti di risalita.
Quello che mi fa riflettere è invece l'accusa di "malignità". Bontà e malvagità sono concetti pericolosi da utilizzare in politica.
Ridurre ad essi i moventi delle azioni, in campo politico, significa semplificarle, quasi "brutalizzarle".

Come ha sintetizzato un amico con cui ne ho parlato, di fronte ad una situazione come questa "o ci si abbassa al livello di chi fa simili discorsi o ci si rassegna al lasciare che parte della gente ci creda, in ogni caso si perde".
E' un sintomo però della mentalità con cui opera l'attuale maggioranza.
Un problema di legittimità (in questo caso posto da noi), che riguarda la figura del sindaco e le figure dei consiglieri comunali, viene ridotto ad una questione personale, come se la minoranza andasse ad attaccare Mario Bezzi, o i singoli consiglieri.
La questione invece non è personale: è primariamente politica. Il problema della commistione esiste, secondo noi, e crea situazioni come quella di un Sindaco che concede le concessioni del Comune per lo sfruttamento idroelettrico ad un'azienda di cui lui stesso è Presidente.


PS: in compenso, nell'assemblea di ieri, il Sindaco ha fatto una (parziale) retromarcia rispetto alle affermazioni su Vezza "parassita". Una buona notizia.


domenica 30 settembre 2012

Il mio no alla fusione

Il tema della fusione dei Comuni di Ponte di Legno e Temù sta invadendo le pagine dei quotidiani locali, ad un mese dal referendum.
Come consigliere comunale, ho espresso fin da subito qualche dubbio su questa operazione, fino a schierarmi decisamente per il no durante le ultime assemblee.

"Volete che i Comuni di Ponte di Legno e Temù siano unificati e che il nuovo comune sia denominato Ponte di Legno?"

Il quesito dice tutto sulla proposta: perché la proposta non è nient'altro che questo. O prendere o lasciare, e al resto ci penseranno i promotori.
Provate a leggere il progetto di fusione (lo trovate giù in fondo alla pagina): è fatto da affermazioni generiche e cifre messe una sopra l'altra. E non potrebbe essere altrimenti, dato che è stato costruito dal nostro segretario in due giorni, prima del Consiglio comunale che lo ha approvato.

Sono convinto che il compito della politica sia guidare i cittadini al compimento di quelle scelte che conducono verso il bene comune, facendoli partecipare sempre più al processo di decisione. Sembra un'espressione generica: ma nello specifico, in questo caso, non c'è nessuna "guida" da parte della politica.
Solo una imposizione: per questo durante questi mesi è mancato da parte dei promotori un qualsiasi slancio a fare pubblica la loro proposta, a discuterla, a metterla in piazza.
(Il totale silenzio di questi giorni parla da solo)
Sono state addotte ragioni generiche (maggiore efficenza, risparmi), che non sono supportate da nessuno studio.
E' stato promesso ai residenti che non pagheranno tasse su acqua e sporco per i prossimi dieci anni: una promessa che questi consigli comunali non possono fare (sarà il consiglio del futuro comune a decidere come verranno usati i finanziamenti pubblici), e che sembra tanto una richiesta di voto di scambio.
"Ti regalo 100 €, basta che voti SI' alla fusione".
Di fronte ad una scelta così importante, io chiedo una sola cosa alla politica: che sia una scelta fatta dai cittadini.

Nessuno ci obbliga a farla ora: le attuali deliberazioni possono essere ritirate e il progetto può ripartire da zero. Per essere costruito con le idee di tutti, a partire dal dialogo con la gente.

(altri lo fanno: http://www.fusionesamoggia.it/. Tavoli di lavoro, studi di fattibilità... sembra di stare in un altro stato)

L'attuale progetto invece è solo l'espressione del senso che le attuali maggioranze danno alla politica: un modo in cui una specie di "classe illuminata" (gli amministratori locali) determinano la vita delle comunità che sono loro soggette.
Loro, i bravi manager, ci porteranno ricchezza e benessere. Scrivete sì su quella scheda, ci pensano loro.
Non si tratta di una questione di sola forma, ma di sostanza.
Se siamo davvero politicamente maggiorenni, non abbiamo bisogno di nessuna guida suprema che ci porti per mano sulla strada che ha deciso per noi.
Per questo dico no a questa fusione.

Ivan Faiferri


PS: La vera fusione non dovrà produrre un altro piccolo comune. Vada come vada questo referendum, uno dei compiti della prossima amministrazione (Che sia di Ponte di Legno + Temù o di Ponte di Legno soltanto) sarà quello di trasformare l'Unione dei Comuni dell'Alta Valle Camonica in una sola entità. Sarà un percorso lungo e difficile. Soprattutto se vedrà la partecipazione della gente. Ma sarebbe una bella battaglia da sostenere

Il progetto di fusione.

domenica 19 agosto 2012

Piazzale Europa: un buco da 11 milioni di euro


Pubblico qui un mio intervento uscito su Graffiti, il giornale della CGIL di Valle Camonica. E' stato etichettato come un intervento di "ssssinistra": sono onorato di aver detto qualcosa di sinistra :)

L'attuale municipio di Ponte di Legno si trova in un luogo escluso dall'abitato fino alla seconda metà del '900, che gli abitanti chiamavano Caret, come l'erba di palude.
Accanto al palazzo comunale da parecchi anni sorge un cantiere pudicamente nascosto da una serie di pannelli fotografici che riproducono alcune vedute di tramonti, paesaggi montani, laghi in cui si rispecchiano le cime.
Tanta bellezza non basta a nascondere un fatto noto a tutti i Dalignesi: lì dietro si consuma uno dei più grandi sprechi di denaro pubblico della storia recente della Valle Camonica, la costruzione del parcheggio interrato di Piazzale Europa.
In tempo di spending review, e poichè ai costi di costruzione si è aggiunta anche una condanna da 2.500.000 di euro, mi sembra giusto ripercorrere brevemente la storia di questa interminabile costruzione: se non servirà a produrre ripensamenti, potrebbe essere utile come monito.
Non sono uno spettatore distaccato, ma un consigliere di minoranza di Ponte di Legno. Non aspettatevi che io sia tenero. Cercherò invece di essere oggettivo, limitandomi a citare dati e fatti.
L'idea risale al 2004, quando la giunta (la stessa di oggi) ha incaricato l’ing. Matteo Testini del progetto dei lavori, approvato il 24/10/2004 con voto unanime. Entro dicembre è stata fatta la prima perizia geologica: due perforazioni in punti diversi del piazzale fino ad una profondità di 15 metri, senza una specifica indagine idrogeologica.
Il progetto era candidato al finanziamento tramite i fondi della Commissione europea e il 23 settembre 2005 la Regione decretava lo stanziamento del contributo.
Nel frattempo il ramo italiano del gruppo internazionale Arup si affiancava al progettista iniziale. Il costo del parcheggio era stimato in € 6.000.000.
Nel gennaio del 2006 una nuova indagine geologica, sugli stessi due fori eseguiti nel 2004, ribadiva la necessità di procedere con cautela per la difficoltà del terreno.
La costruzione era appaltata all'Impresa Milesi geom. Sergio di Gorlago; gli scavi partivano soltanto il 12/02/2007, cinque anni e qualche mese fa.
Nell'aprile del 2007, sugli edifici attorno alla zona del parcheggio sono apparse le prime crepe.
Le ditte costruttrici (Milesi aveva subappaltato alcune parti di lavoro) hanno commissionato a quel punto una nuova perizia che smentiva le rilevazioni precedenti: sotto la superficie era stata trovata una falda di acqua, che nessuna indagine aveva individuato prima, definita "a pressione". Influenzata dalle attività di pompaggio dell'acqua dal cantiere, minacciava la stabilità di tutte le strutture circostanti.
Il progetto iniziale era sbagliato.
L’8/11/2007 la Giunta ha approvato la “perizia suppletiva”: altri 2.800.000 milioni di euro per cercare di tappare il buco nell’acqua, costruendo una sorta di scatola chiusa che isolasse la zona del parcheggio da quelle circostanti.
Si arrivava a € 8.800.000.
Ma a questo punto è intervenuta la prima complicazione: il finanziamento regionale ha una scadenza (già prorogata una volta): maggio 2008.
Non basta: proprio allora i lavori della perizia suppletiva dovevano essere terminati, ma all'esecuzione delle prove per testare la tenuta della scatola, l’esito è stato negativo. La "scatola chiusa" era bucata.
E' solo qui che iniziano i guai seri.
1) Tra amministrazione e progettisti da un lato e imprese dall'altro ci si rimpalla la colpa: la variante non ha dato i risultati sperati per un errore di progettazione (ipotesi dei costruttori) o di realizzazione (ipotesi dei progettisti)?
2) I proprietari degli edifici in pericolo iniziano delle cause contro il Comune e le imprese, per i danni subiti e per la presenza stessa del cantiere: su quello che un tempo era il piazzale si affacciano diversi negozi e ristoranti.
3) Rimaneva il problema dei contributi: la Regione aveva accordato una nuova proroga, il dicembre 2008.
Per garantire la stabilità degli edifici, la magistratura ha ordinato di smettere il pompaggio dell'acqua, trasformando di fatto il buco del cantiere in un laghetto: andate su Google e cercate "Domenica sul lago" per avere un'idea dello stato della zona tra il 2008 e il 2009.
Il sindaco continuava comunque, su giornali e TV locale, a fare dichiarazione ottimiste: il problema della stabilità agli edifici "è risolto, ora pensiamo a completare il parcheggio" (26/07/2008).
Invece, la lite con la ditta peggiorava, mentre i tecnici erano costretti a valutare altre soluzioni.
I lavori si sono di fatto fermati, fino al 16/03/2009, quando la maggioranza ha approvato l'ennesima variante, che richiedeva l'utilizzo di una tecnologia, la "idrofresa", a disposizione solo di pochissime ditte in Italia.
Per poter riaffidare i lavori doveva essere allontanata l'impresa Milesi, rescindendo il contratto.
Il capitolato di appalto prevedeva, in caso di rescissione unilaterale, il ricorso alla procedura di arbitrato: impresa e comune nominano a testa un giudice, a cui se ne affianca un terzo. I tre dovevano determinare le responsabilità delle parti negli eventi, stabilendo anche quanto ciascuna doveva all'altra come danni.
Tralasciamo quest'aspetto ora e seguiamo per un attimo l'andamento dei lavori: adesso non si parla più di un sola opera, ma di due.
La prima ("Opere di consolidamento") riguardava la costruzione della scatola impermeabile tramite l'idrofresa; l'altra ("Opere di completamento", ad ora solo una scritta su un foglio) era la costruzione effettiva del parcheggio.
Le "Opere di consolidamento" sono state affidate (€ 4.326.229,53) il 30/06/2009: i lavori sono tutt'ora in corso, ma la ditta ha già richiesto l'assegnazione di altri 715.000 €.
Di fatto, però, le conseguenze più gravi sono arrivate da altri fronti.
Nel corso del 2010 il Comune ha perso il finanziamento regionale ed il Consiglio ha deciso l'apertura di un nuovo mutuo, di 5.5 ml di euro, per le "Opere di completamento".
Inoltre, il 28 giugno 2011 il Comune è stato condannato a risarcire all'impresa Milesi 2.536.545,52 di euro e nel gennaio 2012, i soldi sono effettivamente stati pagati: questo ha costretto il Consiglio comunale a dirottare altre risorse a coprire quest'altro buco (stavolta nel bilancio).
Ma di fronte a questo inseguirsi di avvenimenti e cifre, quali sono effettivamente i dati di fatto?
Dopo aver pagato 11.084.985,81 di euro, ed avere in previsione di spenderne almeno altri 5.500.000, del parcheggio non c'è ancora traccia.
Se i nostri vecchi l'avevano chiamata Caret, forse una ragione c'era.

domenica 18 marzo 2012

Giovedì 22 marzo, ore 21

Il Comune di Ponte di Legno pagherà l'impresa Milesi. L'ha deciso il giudice di Breno, il 28 febbraio: per questo, l'ufficio ragioneria ha preparato un emendamento che stanzia i soldi (2,5 ml di euro).
Giovedì c'è il consiglio comunale: si parlerà di questo, si voterà l'approvazione del bilancio e dei nostri emendamenti, e la costituzione di una nuova fondazione per permettere al Comune di continuare ad avere partecipazioni in Sit, Siav e Sosvav (una norma del decreto Cresci Italia vieta ai comuni sotto i 3.000 abitanti di avere quote azionarie in più di una società).
Vi aggiornerò dopo l'assemblea. A presto intanto.

PS: Altro che occhiali. Se la vecchia mi regalasse un paio di concittadini che hanno voglia di collaborare a costruire qualcosa di nuovo, mi terrei volentieri i difetti visivi :P

sabato 25 febbraio 2012

Acqua in bocca, mi raccomando

I conti di Ponte di Legno sono bloccati, dopo che il Comune ha perso il primo grado della causa contro la ditta a cui aveva appaltato i lavori di costruzione del parcheggio sotto Piazzale Europa, nel 2006. I giornali locali si rimpallano la notizia da qualche giorno.
Più di 2.000.000 di euro da pagare alla ditta. Senza contare le cause che hanno mosso contro il Comune i privati.
Ci lamentiamo di altri luoghi, dove regna l'omertà, i soldi pubblici vengono buttati e nessuno sembra avere la responsabilità per i suoi errori.
Ma questo è quanto sta accadendo a Ponte di Legno.
Il parcheggio interrato di Piazzale Europa è solo l'esempio più eclatante del metodo utilizzato per gestire il patrimonio pubblico: tutto viene deciso in gran segreto, e se ci sono problemi, la parola d'ordine è "acqua in bocca". Le decisioni nno vanno contestate, ma difese, anche contro i dati di fatto della realtà.
(Perfino per parlare della fusione tra i comuni bisogna andare sui giornali e fondare "comitati per la trasparenza")
Ripeterò le cifre, di cui alcune già pubblicate a novembre sul nostro bollettino.
Per questo parcheggio sono stati impegnati (dunque si prevede di spendere almeno) 18.054.200,00 €. (sono stati già impegnati, dunque, verranno spesi almeno, 8.137.128,70 €)
Oltre a questo, bisogna aggiungere 2.536.545,52 €, che è quanto il tribunale sostiene di dover pagare alla impresa.
In più, ci sono 3.790.000,00 € (per ora) come danni ai privati, di cui il tribunale deve ancora accertare la responsabilità.
Il paese bloccato per quattro anni.
Del parcheggio non c'è traccia.
L'amministrazione, di fronte a questo, dichiara che "la situazione finanziaria non è così grave come la dipinge la minoranza" (29 giugno 2011) e che "l'opera sarà consegnata nei tempi e nei modi previsti" (24 febbraio 2012).
Previsti da chi? E quando? Forse "il natale prossimo", come dichiarava il Sindaco nel 2009.
E con che coraggio si chiede ora di pagare altri 6.250.000 di euro ai cittadini di Ponte di Legno? (E' la cifra prevista per il mutuo che permetterà di costruire il parcheggio, dopo i soldi spesi per riparare i danni del primo progetto)
Certo, c'è la speranza che la Regione intervenga con un contributo: ma uno spreco rimane tale, anche se a pagare fossero tutti i cittadini della Lombardia, e non solo quelli di Ponte di Legno.

domenica 29 gennaio 2012

Caparbietà

Una persona caparbia è qualcuno che non vuole cambiare idea. Uno deciso, che crede in quello che fa e lo porta fino in fondo, costi quel che costi. Mi vengono in mente dei sinonimi: ostinato, cocciuto.
La caparbietà può essere una virtù: credere in un'idea e lottare per realizzarla.
Ma non sempre è così: un'etimologia, un po' fantasiosa, riporta la voce a "capra+barbio". "Sei una capra": non è proprio un complimento. L'animale caparbio per definizione è il mulo (tacciato, probabilmente a torto, di essere stupido), che va avanti senza vedere dove va, col paraocchi.
Virtù o vizio, è una caratteristica di alcuni amministratori locali: in quello che fanno sono caparbi. Da un lato, evviva, credono alle loro idee. Dall'altro, non sono capaci di fermarsi nemmeno quando la realtà è poco accomodante verso di loro.
Pensare a chi voleva costruire un parcheggio interrato su una palude è troppo semplice. Prendiamo la fusione: costi quel che costi, la si deve fare, nei modi e nei tempi che vengono decisi dalle dirigenze.
Ma non voglio parlare di questo, in realtà. La caparbietà la vedo anche in altre scelte di lungo periodo: per esempio, lo sviluppo turistico in Alta valle.

NOTA: Ci sono segnali che, almeno sulla carta, mi sembrano andare nella giusta direzione (mi riferisco per esempio alle dichiarazioni di intenti sui nuovi strumenti urbanistici, che promettono sostegno alle prime case e agli alberghi e lotta alla speculazione edilizia).

E' stato annunciato già in un consiglio comunale di inizio 2011: questa amministrazione vorrebbe andarsene portando a casa "un altro successo", la realizzazione di una nuova pista a Cima le Sorti.
Ci ho pensato parecchio, ma alla fine, sono contrario. Anzi, mi sembra un'assurdità.

NOTA: "La solita minoranza che dice solo di no"?
Non credo: vi invito a interessarvi dell'Albergo diffuso, un progetto che proprio in questi giorni sembra avere trovato una strada per realizzarsi (grazie all'impegno di Comunità Montana, Fondazione Cariplo e soprattutto tante persone volenterose che hanno dimostrato di credere in un'idea). Questa secondo me è una strada concreta per uno sviluppo diverso, e per questo (umilmente: ci sono altri cui non son degno nemmeno di allaciar le scarpe!) mi sto impegnando perchè vada a buon fine.

Vi sintetizzo le mie ragioni: il nostro comprensorio comprende ormai 100km di piste. Ma nei prossimi anni (se volete uno studio serio, prendete per esempio www.cipra.org/it/cc.alps/risultati/compacts) le previsioni dicono che ci sarà sempre meno neve: temperature più alte, meno precipitazioni.
Questo significa che saremo costretti a ricorrere sempre più all'innevamento artificiale sul patrimonio esistente.
La neve artificiale costa, però. Fino ad ora, queste spese sono state assorbite con finanziamenti pubblici.
Abbiamo di fronte un ulteriore ampliamento delle piste, tra l'altro in una zona completamente esposta al sole, dove la neve se ne va molto presto. Per cui, ulteriore spreco di acqua e di soldi pubblici (sempre che i finanziamenti durino).
Se parliamo però di benefici, mi chiedo dove siano.
Serve davvero un'altra pista? A me sembra che il patrimonio che abbiamo oggi sia consistente, eppure non so quali siano i reali benefici che sta portando al paese. Se devo fidarmi di quello che dicono i commercianti, i ristoratori e gli albergatori di Ponte, i turisti attirati dalle piste spendono poco. Dunque, di fronte a grandi investimenti, abbiamo uno scarso riscontro economico.
Davvero è necessario spendere centinaia di milioni di euro (nel migliore dei casi! Vi rinvio al bilancio di quest'anno per farvi vedere quanto costa il completamento del Grande Sogno) per dare da lavorare ai ragazzi della SIT?
(Molti dei quali sono miei amici: non voglio dire che non debbano lavorare, anzi, ma penso che potranno farlo anche senza la nuova pista)
Il progetto però dovrebbe servire anche a cambiare i rapporti societari tra SIT (gestita dai comuni di Ponte di Legno e Temù) e Carosello (la società trentina degli impianti), magari con la creazione di una nuova società. Intenti lodevolissimi, non sono contrario alle unioni (solo a quelle calate dall'alto e condite di bugie :P), ma credo che si possa fare anche senza stuprare nuovamente il territorio.
Spero che questo linguaggio da hippie sinistrorso (assurdità, stupro) non vi scandalizzi, ma non so proprio quali altre parole usare.
Non sono contrario alla presenza dell'uomo sul territorio, anzi: siamo una parte dell'ambiente naturale, che ci piaccia o meno. Il problema è che, a mio avviso, dobbiamo ricominciare a gestirlo, con un po' di criterio. Le generazioni passate lo hanno fatto: la campagna, altro non era che la traccia del rapporto tra uomo e ambiente. Ma noi stiamo lasciando che tutto il complesso delle strutture che mediavano la nostra presenza su queste montagne (terrazzamenti, strade, baite, prati e campi) vadano alla malora, e incentiviamo invece interventi molto invasivi che si fondano sulla speranza (infondata, se crediamo nei nostri scienziati) che la neve continui a cadere (insieme ai finanziamenti pubblici).
Altro che i muli.

venerdì 23 dicembre 2011

Consiglio del 22 dicembre

Ieri sera, consiglio comunale: si parlava anche di fusione.
Abbiamo (noi, la minoranza) votato no al progetto: per due ragioni.

1) abbiamo visto come è stato fatto questo progetto!
Due giorni fa ancora non esisteva: siamo andati per leggerlo, e valutarlo, finalmente, e invece abbiamo scoperto che il segretario lo stava ancora scrivendo. Tra un aggiornamento e l'altro, il definitivo ci è arrivato alle 18 di mercoledì (24 ore prima del consiglio).
Come ho avuto modo di dire durante il dibattito, l'unica cifra sicura che si trova al suo interno è l'altezza di Ponte di Legno sul livello del mare. Non che i dati manchino: ma non spiegano niente: che senso ha elencare il numero delle aziende, divise per tipologia, presenti a Ponte e a Temù, senza dire in che modo la si prevede che la situazione evolva dopo la fusione? Che senso ha sommare le partecipazioni azionarie dei comuni alle società controllate (o partecipate), senza parlare degli scenari che si aprono? Certo, sembrano richieste pretenziose: il fatto è che chiediamo qualcosa su cui decidere, nessuno ha mai detto che unire i due comuni sia semplice. Quello che vorremmo, in definitiva, è una ragione per farlo. La stessa che ieri nessuno dei consiglieri di maggioranza ha saputo dire.
A dominare è la confusione: si parla di "maggiore efficenza" e di "risparmi", quando il sindaco stesso ha detto (il 4 dicembre, al Comitato per la trasparenza) che i risparmi non saranno poi molti e che non verranno certo licenziati dipendenti.
Si parla (nel progetto) della possibilità di accorpare le scuole, quando Corrado Tomasi dice invece che non è vero.
E così via... ma c'è una seconda ragione.

2) Tanti saluti al volere della gente
Lo sapevate? La delibera approvata ieri contiene la clausola che subordina la sua validità all'esito positivo del referendum.
Peccato non significhi nulla!
Ieri infatti, il sindaco ha letto pubblicamente una mail inviata dalla Regione al segretario, dove un funzionario afferma che "una volta avviato l'iter legislativo, il principio che vale è quello del rispetto del ruolo attribuito dalla Costituzione alla potestà legislativa regionale": dunque possiamo scrivere quel che vogliamo, sulla delibera, perché comunque non possiamo ledere "la potesta legislativa regionale". Cioè, come prevede la legge, il consiglio regionale può decidere di fondere i comuni in barba alla volontà popolare!
E proprio prima di leggere queste parole, il sindaco si è speso nel lodare quanto le maggioranze fossero state brave e attente al rispetto della volontà della gente.
Già ce lo vediamo, incatenato di fronte al Pirellone, a protestare in caso di mancato rispetto del risultato del referendum.
Noi avevamo chiesto che la Regione si esprimesse per via scritta (e ufficialmente) su questo punto, ma la nostra proposta è stata bocciata. Perché bisogna correre, "per non perdere la coincidenza con le prossime elezioni comunali di Ponte".
Ancora una ragione che non è una ragione.

Ci sarebbe altro di cui parlare: per esempio, 1.800.000 euro sul capitolo di Piazzale Europa che ora diventa di 7.300.000 euro. Senza contare gli 8.000.000 già spesi!
Ma anche qui, la maggioranza nega. Negare la realtà è così dannatamente semplice (scusate, è polemico, è demagogico... ma è vero).
Alla prossima, comunque.

Ivan

domenica 11 dicembre 2011

La politica a cena

Una considerazione, che ho avuto modo di fare anche altrove, riguarda il metodo con cui si stringono gli accordi e il valore della forma in politica.
Il nostro attuale sindaco è conosciuto come un uomo pratico. Ha dichiarato spesso di provare un po' di fastidio rispetto ad alcuni "vincoli" imposti da leggi che lui ritiene farragginose o poco adatte ed ha dimostrato, con la sua azione politica, di sapere a volte piegare, a volte adattare le norme per ottenere ciò che per lui è importante.
Nonostante sia un avversario politico, gli riconosco di sicuro la determinazione nel perseguire gli scopi e anche una sincera convinzione di agire nell'interesse del suo paese (Per questo, anche quando ci parla di fusione, io non vedo tanto, dietro a questo progetto, chissà quale operazione volta a "consolidare posizioni di potere" (1) ).
Quest'idea è la stessa che domina il percorso che lui ha tracciato (mi chiedo quanto sia condiviso dalla sua maggioranza silenziosa) per arrivare al referendum sulla fusione.
La legge prevede che:
1) I consigli comunali diano il via al progetto di fusione;
2) Una commissione nominata dal Consiglio regionale esamini il progetto e, se lo approva, indica il referendum;
3) Si svolga il referendum tra le popolazioni;
4) Il Consiglio regionale emani una legge regionale che istituisce il nuovo comune (oppure bocci la proposta).

Il problema, in tre punti, è questo:
* E' il Consiglio regionale, per legge, a decidere se fare o non fare la fusione.
* E' esplicitamente prevista la possibilità che il risultato del referendum tra le popolazioni non sia tenuto in considerazione dalla Regione
* Nonostante questo, il Sindaco cerca di fare in modo che il referendum diventi vincolante.

Fino a qui, ci posso anche stare.
Il problema è il come. Nei suoi ultimi discorsi (prima che arrivasse il "Corriere di Ponte" nelle case dei Dalignesi, di questo non si parlava...) ha prospettato due modi:
1) Fare approvare ai consigli comunali delle "delibere vincolanti", cioè che specifichino nel testo che la fusione non si può fare se non dopo una eventuale vittoria nel referendum.
2) Un accordo personale con i leader della maggioranza e dell'opposizione in Consiglio regionale, che dovrebbero "promettere" che non faranno passare il progetto in caso di risultato negativo del referendum.
Sul primo punto... ne possiamo discutere. Ho qualche dubbio sulla possibilità di vincolare il Consiglio regionale con una delibera. Ma, quando ci verrà proposto il testo (spero con un po' di anticipo...), noi tutti consiglieri (la minoranza di sicuro!) lo esamineremo, magari facendolo vedere a qualcuno di un po' più competente di me, e decideremo come comportarci riguardo al voto.
Quello su cui davvero mi sento lontano è il secondo modo: l'accordo "personale".
Prima di tutto, speriamo che gli attuali capigruppo non facciano la fine dei due vicepresidenti del consiglio regionale (vi dicono nulla i nomi di Filippo Penati e Franco Nicoli Cristiani??).
Ma soprattutto: la legge è legge, e se nello specifico prevede la possibilità per il Consiglio regionale di fare una cosa, non c'è accordo personale che tenga.
Il nostro sindaco non ha problemi a "farsi fare un favore" visto che può godere di "contatti" in Regione: io sono abbastanza schifato.
Prima ci lamentiamo che "in Italia è tutto un magna magna" o altre frasi (qualunquiste) del genere. Però poi appena fa comodo, si tira fuori "l'accordo personale".
La causa potrà essere anche la più giusta, ma se la politica vuole riguadagnare credibilità, faremmo meglio a dare il buon esempio per primi.
Dopotutto, gli strumenti ci sono: bisogna solo accettare le regole comuni stabilite. Invece, di nuovo, in nome della "efficienza" dell'azione amministrativa, quelle regole vengono aggirate, o bypassate, da accordi personali.
Roba da Antico Regime (Come il comune di Dalegno :P).




(1) Piuttosto, vedo una grande voglia di mettere il proprio nome (non c'è alcun male in questo: l'ambizione è una caratteristica fondamentale per ogni politico) in quella che è vista come una decisione che determinerà il futuro del paese per i prossimi cinquant'anni (sono scettico su questi tempi: a mio parere presto ci verrà imposta ben altra fusione - ma sarà oggetto di un altro intervento).
Il problema, come spiegavo qui è che l'interesse di Ponte di Legno si identifica immediatamente con la visione del comune come una grande azienda che deve creare posti di lavoro o mantenerli.

giovedì 8 dicembre 2011

Fusione fredda

Riprendo a pubblicare dopo tanto tempo, mosso dal tema caldo di queste ultime settimane a Ponte di Legno: il progetto di fusione con Temù.
Personalmente, l'ho già dichiarato anche in consiglio comunale, tendo ad essere favorevole. Ma con motivazioni che non mi sembrano davvero rilevanti: mi sento irrazionalmente attratto dalla prospettiva di ricostituire il comune di Dalegno, ritornando alla situazione precedente al 1624.
Questo a livello personale, ma non credo che si possa compiere una scelta come quella di cui stiamo parlando avendo come unica ragione questa.
Come ha dichiarato anche Mario Bezzi, parlando di fronte ai membri del Comitato per la Trasparenza (se non lo conoscete, cercatelo su Facebook, ma penso che ne parlerò anche qui, in futuro), il risparmio economico non sarebbe molto: Ponte e Temù gestiscono già la maggior parte dei servizi in condivisione, se non addirittura attraverso l'Unione dei comuni dell'Alta Valle Camonica.
E' curioso notare come, in precedenza, sia il Sindaco sia i promotori del progetto (per esempio su Adamello Magazine quest'estate), parlassero di una maggiore "efficenza".
La madre di tutte le ragioni sembra essere questa: che due sindaci, e due consigli comunali, rischiano di compromettere l'efficenza delle società controllate e partecipate dal comune (SIT e SOSVAV in primo luogo).
Stiamo dunque parlando delle piste, dei posti di lavoro che hanno garantito, dei ritorni economici sul territorio, così come della devastazione del territorio (un male necessario? Temo di sì. Ma fino a che punto?).
E' un problema che coinvolge il rapporto politica-economia: i fautori della fusione, in sostanza, sostengono che la politica non dovrebbe mettere i bastoni tra le ruote all'economia.
Secondo me, non hanno ancora chiarito però due questioni: la prima è se esista davvero il rischio che le amministrazioni di Ponte di Legno e Temù possano fare scelte divergenti e, in qualche modo, "mandare all'aria i risultati" che sono stati "capitalizzati" in questi anni.
La seconda è se sia vero che un maggiore autoritarismo sia un fine desiderabile (perché alla fine, stiamo parlando di questo).
Personalmente, io ci sto riflettendo, e non sono ancora giunto a una decisione.
Di sicuro è un'idea che rispecchia gli orientamenti della politica locale di questi ultimi anni.

sabato 8 agosto 2009

Un'altra cosa che ho perso

Abbiamo perduto il finanziamento per ricostruire la baita di Meda.
Il comune si era impegnato a dare i soldi per rifare la strada, ma nonostante interpellanze, richieste, contatti personali, la giunta non ha mai dato il via alla delibera.
La comunità montana, giustamente, ha deciso di impegnare i suoi soldi da qualche altra parte, a questo punto. Abbiamo ripresentato la domanda per l'anno prossimo, sperando che ci venga nuovamente concesso, ma soprattutto che questa (dannata!) strada veda la luce. Staremo a vedere, ma è molto triste.
Quello che non capisco è perché un'amministrazione che si dice di sinistra, attenta ai bisogni del territorio, vicina alla popolazione riesca ad approvare un progetto da 11 milioni di euro per costruire un parcheggio interrato sopra una falda acquifera (sigh) e non possa stanziare cinquemila euro per fare due tornanti ad una carrettiera di montagna, in modo tale che il trattore con i materiali da costruzione (per la baita) possa salire.
Sempre in tema di impatto ambientale (alto quello del parcheggio, basso quello della strada), l'amministrazione ha dato il via alla costruzione di alcune centraline per la produzione dell'energia idroelettrica lungo il Narcanello, uno dei due torrenti che genera l'Oglio. L'idea potrebbe essere ottima: energia rinnovabile, guadagni per la comunità, costi ridotti. Uno dei prossimi "progetti di studio" che ho è quello di vedere i progetti. Bisogna controllare chi effettivamente produce energia, chi incassa i ricavi, a che prezzo per l'ecosistema (Sia durante la costruzione sia durante il funzionamento) l'opera verrà realizzata.
Tertiur datur (per omaggiare un amico, Mario, che ama le citazioni latine): sul blog della lista Un Ponte sul Futuro è apparso un nuovo post, che parla dell'ultimo volantino che la minoranza (cioè... noi) ha spedito a casa dei dalignesi (con i soldi dei rimborsi spese per i consiglieri!).
A presto, buon (piovoso) sabato a tutti!

domenica 5 luglio 2009

Tre dì de alegresa

Ciao a tutti!
Il silenzio è stato lungo, vero?
Sono successe parecchie cose in questi mesi. Cercherò di fare un riassunto partendo da oggi.

Stamattina i Terrazzani si sono riuniti in assemblea.
Sette punti all'ordine. Abbiamo una casa da vendere da lungo tempo: se riuscissimo a piazzare lo stabile, vogliamo costruire un nuovo edificio con box annessi da affittare. Con questi soldi dovremmo finalmente disporre di un introito annuale con cui attuare davvero quelli che sono gli obiettivi dell'ente.
Oggi due notizie da questo lato:
  1. Lanceremo una proposta di permuta: se una ditta ci costruirà (anche parzialmente) il nuovo edificio, avrà la Cà de la Stradina (questo è il nome dello stabile da ristrutturare) senza pagarlo. SE davvero riuscissimo ad arrivare a questo risultato, o a qualcosa di simile, potremmo pensare di completare il nuovo edificio vendendo una delle vecchie baite ancora in possesso dell'Ente.
  2. Abbiamo approvato le linee guida per la redistribuzione dell'utile, sostanzialmente centrate attorno al principio che la redistribuzione va fatta "a progetto" e non "a pioggia". I soldi, in sostanza, vanno investiti nella formazione di persone (borse di studio, corsi professionali) o nell'organizzazione di eventi culturali o nella assistenza, e non redistribuiti solo perché li si ha.
Ma la vera notizia a mio parere, è che è passata la (mia! :P) proposta di organizzare di nuovo la Sagra di paese. Il 7 di ottobre infatti è la Madonna del Rosario (la madonna di Lepanto) protettrice di Zoanno. Anche se io non sono un credente, e fino ad oggi ho sempre odiato queste cose (negli altri paesi), mi sono deciso a proporre di organizzare di nuovo la processione annuale per le vie del paese, che culminerà (dopo un'eventuale/immancabile messa) in una mangiata collettiva di calsù con ricetta di Zoanno.
"Per quale sadomasochistia ragione?" chiederebbe Cypher in Matrix.
Perché mi sono accorto che da qualche parte dobbiamo iniziare a costruire il nuovo... Zoannese. La "perdita della cultura tradizionale": questo per me significa anche, o soprattutto, che si sono sfilacciati i legami tra le persone. Non ci si può lamentare del fatto che a Milano "non conosci nemmeno il tuo vicino" e poi alla fine non aver nemmeno la voglia di rimboccarsi le maniche insieme ai tuoi compaesani, anche solo per un motivo "futile" come una festa di paese.
Prima di tutto è il superfluo che ci rende uomini (Harlock). E in più
chissà, da questo potrebbe nascere qualcosa di più grande.
La sagra, nella mia proposta, prevederà, oltre ai due momenti già detti, anche una sottoscrizione a premi, una "pesca di beneficienza", insomma. Quello che raccoglieremo così sarà destinato ad un fondo per la rimessa in sicurezza della scala del campanile.
Tra gli obiettivi dell'Ente c'è anche la "cooperazione con la parrocchia per il mantenimento della chiesa del paese". Il nostro campanile, risalente al XIV - XV secolo, sta pian piano cadendo a pezzi. La parrocchia tempo fa ha venduto un bene ereditato da una cittadina di Zoanno, ma i soldi sono stati investiti in altro, invece che impegnarli per il restauro del campanile.
Per provocazione, noi iniziamo a raccogliere fondi "per il restauro". Ovviamente, se davvero dovessimo farlo con i proventi delle pesche e delle tombolate, il campanile crollerà: noi vogliamo lanciare una sfida alla parrocchia, far vedere che i cittadini di Zoanno ci tengono, ma che vogliono che questa volta (in precedenza i Terrazzani hanno già pagato in toto alcuni lavori per la Chiesa) sia la curia a impegnare le sue finanze.
L'eventuale restauro del campanile, permetterebbe poi di riportare alla vita una tradizione ormai abbandonata: i "tre dì de alegrèsa", durante i quali (5-7 ottobre) i ragazzi del paese potevano salire sulla torre campanaria e battere con uno strumento apposito le campane, facendo baccano a volontà, un altro modo per mostrare che "i gòs" erano vivi e vegeti (e pronti a far danni)!
Speriamo.
Nel frattempo, la baita di Meda è pronta... sulla carta. Ancora manca la delibera del comune per la partenza dei lavori della strada necessaria al restauro. Abbiamo incaricato il geometra Donati di sollecitare il Parco, perché ora sono loro a tentennare. Ma dovremmo essere finalmente in dirittura di arrivo.
La casa, la sagra, la baita. Sarebbero successi. Il primo forse è il "più grande" a livello economico. Il terzo quello più vicino alla mia sensibilità. Ma il secondo, dimostrare finalmente che Zoanno esiste, ed è fatto da persone che imparano e impareranno sempre più a vivere insieme come una vera comunità, sarebbe davvero una soddisfazione!
Brevi dal comune: vi rimando naturalmente a www.pontefuturo.blogspot.com, il blog della lista Un Ponte sul Futuro.

  • E' stato riappaltato il cantiere di Piazzale Europa: i lavori di reinterro del laghetto inizieranno presto. A mio parere, un'occasione perduta per dare a Ponte uno scorcio che pochi altri comuni possono vantare.
  • Ponte nel frattempo continua a essere martoriata dai lavori: partono tutti insieme, non finiscono mai e soprattutto non sono segnalati. Anche qui ci sarebbe molto più da dire...
  • Presto partirà il processo che definirà il nuovo Piano di Governo del Territorio. Se davvero c'è un'occasione per cambiare finalmente la direzione di sviluppo di questo paese, fermando l'urbanizzazione "sfrenata" e magari definendo un nuovo rapporto tra gli uomini e la terra che abitano, è questa.
Ora, prima di perdere l'ispirazione, taglio qui. A presto! Magari più di frequente e con post più brevi. Scusate la pigrizia di tarda primavera!


mercoledì 25 marzo 2009

Get yourself high

Abbiamo diffuso il volantino.
Vi faccio leggere la versione definitiva: sta avendo un successone!
Ne ho distribuito una trentina di copie domenica sera, tornando a casa e le reazioni mi sono sembrate buone, la gente è interessata a sapere "cosa si è deciso".
Sarà anche che Piazzale Europa, la vicenda del parcheggio, è l'evento dell'anno per Ponte e dà da chiaccherare a tutto il paese. Certo, per noi è facile oggi avere una coscienza candida e immacolata, far bella figura criticando errori e sprechi degli altri. Eppure non è solo demagogia. Errori e sprechi ci sono stati e continuano ad esserci. Mentre il governo sta approvando il "piano casa", che per una realtà come Pontedilegno potrebbe essere deleterio - l'ultimo atto dell'olocausto di cemento - il comune trasforma i suoi prati in terreni edificabili e appetibili commercialmente, pronto a metterli in vendita per fare cassa. Con un sindaco del PD e un assessore all'agricoltura di Rifondazione, non c'è male...
Prossimo appuntamento: vogliamo indire un referendum tra i cittadini per decidere la destinazione d'uso delle vecchie scuole, ora in via di ristrutturazione; ovviamente il referendum ha un valore solo consultivo, ma sarebbe importante sapere cosa ne pensa la gente di un progetto centrale per il paese. L'idea di una consultazione pubblica mi ha sempre affascinato: l'avevamo anche proposta nel programma; mi sembra un modo per avvicinare la gente alla politica, e di questi tempi un passo del genere mi sembra sempre più urgente.
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Cari cittadini, questo è il resoconto delle deliberazioni prese dal Consiglio Comunale, del 16 Marzo 2009. Riportiamo sul retro del volantino un sintetico prospetto delle posizioni della maggioranza e della minoranza.

Parcheggi - Piazzale Europa

La maggioranza del Consiglio ha approvato il progetto che dovrebbe portare al termine i lavori dell'autosilo di p.le Europa. Per la realizzazione di 242 posti auto in due garage sotterranei, alti 2,4 metri. Il preventivo di spesa è superiore a 11 milioni di euro.

E’ stato detto che un posto auto costerà 16 mila euro: non è vero.

11,4 milioni per 242 posti costano 47.000 euro l’uno. Per capire quanti di questi soldi verranno pagati direttamente dai Dalignesi, togliamo la parte a fondo perduto del contributo regionale (€ 2.000.000,00: il resto è un mutuo a tasso 0, che andrà comunque restituito). Il costo per posto auto diventa 38.800 euro: più del doppio di quanto detto all’inizio. A questo andranno aggiunti i costi di progettazione, l’iva e gli eventuali risarcimenti per danni.

Nella sua risposta all'interpellanza del consigliere Costa, il sindaco non ha potuto garantire durante i lavori la sicurezza per gli edifici circostanti (vibrazioni a causa della idrofresa).

La minoranza valuta i costi assolutamente ingiustificati e considera il luogo inadatto a proseguire i lavori: pertanto, ritiene inopportuno costruire il garage sotterraneo.

I posti auto si potrebbero ricavare ripristinando il vecchio parcheggio di Piazzale Europa e con ulteriori spazi adibiti a sosta raddoppiando parcheggio di via Cida.

Non condivide la messa in vendita di parte dei box ricavati dalla ristrutturazione delle ex scuole.

Sarebbe meglio che il comune mantenga la proprietà: i posti auto saranno utilizzati a rotazione, per favorire la circolazione dei visitatori nelle vie del centro storico pedonalizzato.

In sostanza, considerato anche il periodo di crisi economica, è possibile realizzare più posti auto con costi minori per la comunità.

Il Bilancio

Abbiamo proposto sette emendamenti al bilancio (per stanziare fondi per le strade, la segnaletica, l'arredo urbano, il recupero delle vie rurali, per corsi di formazione...), ma sono stati tutti bocciati dalla maggioranza.

Siamo contrari alla vendita del terreno a Zoanno lascito Regazzi.

La maggioranza ha impegnato altri 2.500.000 euro (cinque miliardi di lire) per la realizzazione dei 240 posti auto del parcheggio di p.le Europa.

Ristrutturazioni e ampliamenti
Il Consiglio Comunale ha approvato con voto favorevole di tutti i Consiglieri svariati progetti di ristrutturazione e ampliamento, per rilanciare il settore turistico e alberghiero.

Progetto di cooperazione Valcamonica - Valtellina
Il Consiglio Comunale ha approvato con voto favorevole di tutti i Consiglieri il progetto di cooperazione dei comprensori : comuni dell'Alta Valle Camonica e della Valtellina.

Auspichiamo che tra i progetti da realizzare vi sia il collegamento ferroviario tra la Valle Camonica e il Trentino e il collegamento ferroviario con la Valtellina (traforo del Mortirolo).


Già da questa breve sintesi si può vedere che il gruppo “Un ponte per il futuro” non fa mai mancare il suo appoggio e la sua collaborazione quando c'è da favorire lo sviluppo di Pontedilegno, la tutela dell'ambiente naturale e la vita quotidiana dei cittadini.

Al contrario, tutte le nostre proposte sono state rifiutate dalla maggioranza.

Come minoranza continueremo ad assolvere il nostro ruolo e non mancheremo di informare i Cittadini sulla vita politica del paese.


Cordialmente,

Marco Bulferetti, Tommaso Costa, Ivan Faiferri, Mario Rizzi




domenica 22 marzo 2009

Pubblicità. (Occulta?)

Un po' di pubblicità, appunto.
Sul sito www.pontedilegno.it, che nonostante l'ingannevole nome è di proprietà della famiglia di Marco, apparirà forse un articolo scritto da me, sulla chiesa di Plampezzo, ai piedi della salita che porta fino alla valle di Viso e a valle delle Messi. E' un luogo affascinante, una chiesa romanica immersa nel bosco circondata da un gruppo di villette di "alta" architettura del '900.
All'interno ci sono affreschi del tardo gotico, opera di un pittore di Costa Volpino. E' tutta costruta con materiale locale: tonalite per il portale, scaie di scisti, forse dal valet de li scai, sotto Pezzo, vicino a plasa mai, pregiato marmo di Cané per l'architrave.
Di recente, per riportarla "allo stato originario" è stata completamente intonacata. A scapito del suo fascino, purtroppo.
Pubblicità ad un luogo pieno di bellezza e dimenticato: sperando che non diventi troppo frequentato - ma confido che gli amanti di ciò che è bello, suggestivo ed antico non siano poi così tanti. Ecco qui l'articolo:
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Un gioiello di pietra tra gli alberi

Domina il basso corso del Frigidolfo, sopra un piccolo poggio coperto di abeti e larici, ai piedi della salita che va verso Pezzo, all'ombra di un bosco popolato dalle leggende e dalla magia. E' la chiesetta di Plampezzo (in dialetto Plampés), dedicata a Sant'Appollonio. Un gioiello fatto di pietra, che proviene direttamente dal medioevo.Panoramica di Sant'Appollonio

E' considerata uno dei santuari più antichi della valle: forse vide gli ultimi Longobardi e l'arrivo di Carlomagno, sicuramente venne riedificata dai mastri muratori influenzati dal nuovo stile romanico dopo l'anno mille.
Nel XVII secolo venne dedicata a Sant'Appollonia, e da allora i due santi, maschio e femmina, sono stati venerati insieme. Un pittore coprì in quel tempo gli affreschi del passato. Con l'800 è arrivato l'oblio: la chiesa fu utilizzata come fienile. Nella seconda metà del '900 l'ultimo proprietario la donò alla Comunità Montana. Fu sottoposta a due interventi di restauro e le pitture medievali vennero portate alla luce sotto gli affreschi barocchi (oggi questi ultimi sono custoditi nel municipio di Pontedilegno). Recentemente, le mura di pietra a vista sono state intonacate per riportarle allo stato originario.

La zona merita una visita: oltre all'antico monumento si possono scoprire, nel bosco che lo circonda, numerose abitazioni private opera di architetti modernisti novecenteschi, segnalate anche dalle riviste specializzate. Una recente campagna di scavi archeologici ha scoperto che il poggio fu abitato già fin dopo le glaciazioni. Il passato ed il presente si mescolano nella quiete a cui la chiesetta sembra far da silenzioso garante.Affreschi tardogotici di Sant'Appollonio (Plampezzo)

Passati al di sotto del candido architrave della soglia, un blocco di marmo che proviene dalle cave di Cané, si entra in un ambiente raccolto, una navata unica che guida lo sguardo verso l'abside. Lo spazio è però diviso in maniera simbolica: la sezione dedicata ai fedeli rappresenta il mondo terreno; l'abside ed i suoi affreschi celebrano il cosmo divino. A metà, l'altare ed il sacerdote sono il punto di mediazione tra uomo e dio.

Gli affreschi dell'abside, messi in luce dai restauri del 1984 sono forse parte di un ciclo sparso in varie chiese della Valcamonica e delle vallate vicine (Branico, Cambianica, Sellero, Pejo, varie chiese della Val di Sole, Sommacampagna), opera di Johannes da Volpino un pittore trecentesco si tratta di una teoria affascinante, ma ancora non confermata.
Solitamente, l'edificio è chiuso: le chiavi sono in custodia a don Antonio, il prete di Pezzo.
Viene aperta regolarmente una volta all'anno, il 31 di ottobre e saltuariamente utilizzata come suggestivo palcoscenico per concerti di musica sacra.
Campanile di Sant'Appollonio

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PS: con l'assessore alla cultura della Comunità Montana ho in cantiere un progetto per l'istituzione di un museo su Johannes da Volpino, l'autore degli affreschi della chiesa. Una "permanente" visitabile in estate, tenuta aperta da qualche giovane stipendiato dal comune, e magari il finanziamento di un progetto di ricerca sul ciclo di affreschi del pittore. Chissà se e quando ne sentirete parlare di nuovo.